Civita Bagnoregio: cosa vedere nella città che muore

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Cosa vedere a Civita Bagnoregio, cose da visitare nella città che muore, itinerario attraverso le vie del borgo alla scoperta di monumenti e architetture.

Guida turistica Civita Bagnoregio

Situato nel Lazio, in provincia di Viterbo, l’affascinante borgo di Civita Bagnoregio sorge isolato su uno sperone di roccia tufacea, raggiungibile solo da Bagnoregio, mediante un ponte in cemento armato, lungo circa 300 metri e percorribile solo a piedi, inaugurato nel 1965 dopo che il precedente ponte ad arcate in muratura era andato distrutto con i bombardamenti nel 1944 durante la seconda guerra mondiale.

Civita Bagnoregio è diventata famosa per essere soprannominata come la città che muore, in quanto la sua peculiarità principale è la precarietà del terreno su cui si fonda, costituito da uno sperone tufaceo posto su uno strato argilloso soggetto all’erosione degli agenti atmosferici e dei due torrenti che scorrono nelle valli sottostanti, rio Chiaro e rio Torbido.

Le frane ed i crolli provocano un progressivo cedimento della rupe, e mettono a rischio l’antico abitato che, circondato dal suggestivo paesaggio dei calanchi argillosi, s’innalza solitario sul baratro. L’origine del nome di Bagnoregio, con molta probabilità, deriva dalla presenza sul territorio di acque termali, di cui ci sono sporadiche testimonianze.

Cosa visitare a Civita Bagnoregio

Al borgo, abitato da poche persone, si accede da Porta Santa Maria, rimasta l’unica entrata dopo il terremoto del 1695, ed attraverso la via omonima si raggiunge la piazza principale, dove sorge la Chiesa di San Donato, situata di fronte all’antico palazzo comunale e al palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle frane, che aiuta a comprendere la storia e la situazione attuale di Civita.

Le case con balconcini e scalette esterne chiamate profferli, tipiche dell’architettura viterbese medievale, si affacciano sulle viuzze e le corti di questo ineguagliabile centro storico. La vicina Bagnoregio è ricca di pregevoli architetture, come la rinascimentale Porta Albana, la cattedrale di San Nicola, dove sono conservate le reliquie di San Bonaventura, la chiesa romanico-gotica dell’Annunziata, con il chiostro adiacente, realizzato su progetto di Michele Sanmicheli.

A Civita di Bagnoregio nacque nel 1217 Giovanni Fidanza, vescovo e dottore della Chiesa, appartenente all’ordine dei Frati Francescani col nome di Fra Bonaventura. Dal Belvedere di San Francesco Vecchio, quello che rimane del vecchio Convento di San Francesco, è una grotta chiamata Grotta di S. Bonaventura, dove secondo la tradizione il fanciullo Giovanni Fidanza, fu miracolosamente guarito per intercessione di San Francesco.

A Civita, un’edicola ci ricorda il posto dove si trovava la casa di San Bonaventura, inoltre è rimasta una grotta a cui si accede mediante una scala in ferro sospesa nel vuoto. Le pietre della casa furono raccolte e trasportate nel convento di san Francesco nuovo per la costruzione di un tempietto in suo onore.